Archivio Storico Fossatano

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ARCHIVIO STORICO DI FOSSATO DI VICO


Residuo materiale medievale presente nell’Archivio (elenco estratto dal libro in cui è contenuta la ricerca approfondita a cura del Professor Luigi Galassi, “Le carte medievali dell’Archivio storico di Fossato”):


- Statuti due – trecenteschi, al cui corpus sono state poi annesse le Riformanze (1394- 1510). Si  iniziarono a scrivere gli Statuti attorno al 1260, quando Fossato divenne un libero Comune e vennero ultimati nel 1386, con la loro pubblicazione che garantiva l’autogoverno, tuttavia sempre sotto il controllo di Perugia. Le Riformanze iniziarono nel 1394 e sono costituite da modifiche e integrazioni alla statuizione; esse perdurarono e vennero scritte fino al 1510, data in cui cessarono la loro esistenza poiché sostituite dalle delibere del Consiglio Comunale.


- Pergamena confinaria del 1374, che documenta un’antica lite fra Fossato e Fabriano per questioni territoriali ed in particolar modo rivolta ai confini montani.


- Liber Catastri (Libro del Catasto), tra i più antichi dell’Umbria,  iniziato nella seconda metà del ‘300 e terminato nel primo ‘600. Sono gli Statuti stessi ad istituire nel castello di Fossato il catasto e a gestirlo. La prima “persona” accatastata è, appunto, il Comune di Fossato, con i suoi 47 terreni posseduti. In seguito si ha l’elenco dei beni e possedimenti terrieri dei privati, con estensione, ubicazione, confini, colture, immobili/strutture presenti, somma dei valori di stima.


- Libro Peloso (1394 - 1499), con qualche aggiunta successiva. E’ un codice in pergamena o “carta di pecora”, molto grande, detto “peloso” perché rilegato in pelle di vitello. E’ costituito da 52 carte di atti notarili.


- Carte sciolte di varia natura, dal 1415 al 1530. Si annoverano lettere scritte dalle autorità perugine, ad esempio con inviti a ripopolare il contado, oppure con l’obbligo di installare truppe di guardia addetta al contenimento del flusso di merci e persone per prevenire la diffusione della peste. O ancora, lettere da parte di privati con richiesta di benefici, lettere da parte dei priori di Fabriano e Todi,  inviti alla riscossione per ordine papale, sentenze per liti territoriali tra Fossato e Sigillo (nelle quali vinse Fossato), nonché altre carte d’interesse giudiziario.


- Registro delle locazioni di terre, di prestiti, di grano, ecc. (1442 - 1533)


- Registro della lite per la montagna tra i Comuni di Fossato e Sigillo (1502 - 1521)


- Registro del Camerlengo, ovvero della figura di colui che, nel ‘500, controlla le entrate e le uscite economiche del Comune, controllando le più varie situazioni: i debitori e creditori, la locazione del molino, del forno e del macello, la concessione di armi, la tassa-famiglia, le regole per il custode della Rocca (oggi “Roccaccio”), l’officiatura della Chiesa della Fraternita di Santa Maria e della Cappella di San Sebastiano. Davanti a lui passano persone di ogni mestiere e monete di ogni tipo. L’enorme libro, datato nel primo trentennio del ‘500, comprende 500 pagine in fronte-retro compilate da decine e decine di diverse calligrafie.


- Registro di tasse ed altri atti amministrativi. (1516 - 1542) A quell’epoca esistevano le seguenti località: Villa Castri (l’attuale centro storico), Villa Collis e Villa Collis alti, Villa Collis bassani, Villa Ghee, Villa Palazzoli, Villa s.ci Appolinare, Villa s.ci Johannis, Villa s.ci Petri, e voc. Burghetto, non ancora “villa”. I ragionieri del Comune calcolavano le imposte in base alle località, gli esattori erano abilitati alla riscossione di tributi che venivano qui registrati, assieme ai “danni dati”, ovvero furti, multe, dissidi ed altri accordi di pagamento stipulati con richieste e giudizi  sotto il nome di “altri atti amministrativi”.


-Registro delle Arenghe (1520 - 1550): contenente i verbali e le decisioni stipulate durante le arenghe. L’arenga era l’adunanza pubblica di tutti gli uomini (capifamiglia o chi per loro) del territorio fossatano, stabilita dagli statuti stessi, nelle quali ogni decisione veniva messa al voto mediante bussolotti costituiti da fave o palline che dovevano essere inserite sul “sì” o sul “no”. Le Riformanze successive agli Statuti sono state prodotte dalle arenghe. L’ultima arenga fossa tana è datata 1550: in seguito ci fu la soppressione delle pubbliche votazioni da parte dello Stato Pontificio.


-Registro del secondo semestre amministrativo del 1525, restaurato nei primi anni ’90, contiene gli atti amministrativi degli ultimi mesi dell’anno a cura del Vicario e del Camerlengo.


-Registro di atti giudiziari del 1527, anno di una grande peste. Redatto a cura del Vicario (la nuova figura istituita, quella del “Vicario giudice”) e contenente le controversie della vita quotidiana, essenzialmente di tipo economico e generalmente tra creditori e debitori.


-Registro del Camerlengo (1532 - 1540): è il registro successivo a quello già visto del primo trentennio del ‘500, e tratta gli stessi argomenti del precedente, con l’aggiunta della locazione delle chiavi delle porte del castello a un fossatano, tale Bino Mariani, per aprirle di mattina e chiuderle la sera. In seguito, abbiamo anche la locazione del torrione poco al di sopra della Chiesa di San Pietro, la concessione di zone da pascolo e l’elenco delle spese principali: prima fra tutte, quella del cappellano della Chiesa di San Sebastiano (di nomina comunale), che celebrava messe e faceva scuola ai ragazzi.


-Registro di un semestre amministrativo del 1537, a cura del Vicario Antonius, riguardante varie controversie, richieste di risarcimenti, garanzie o promesse, sanzioni, inquisizioni, reati penali minori (di competenza Vicarile fossatana) e maggiori (di competenza del Vicario di Perugia). Seguono, quindi, gli exitus generalis per mano del Camerlengo, ovvero la voce “uscite” del bilancio comunale.


-Atto di sottomissione allo Stato Pontificio del 1540, un documento importantissimo che dichiara la sottomissione di Fossato alla Chiesa, segnando così la fine dell’era Comunale e l’inizio dell’era Pontificia, che durerà fino all’ Unità d’Italia.